Consumo di sale

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Quanto sale consumi abitualmente?

Per la popolazione adulta, il consumo quotidiano di sale che si raccomanda di non superare è di 5 grammi (WHO, 2014).

A livello globale il consumo giornaliero di sale è, in media, circa il doppio della quantità raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) (sono stati stimati 10.78 g/die nel 2019). Le stime dell’OMS identificano una potenziale riduzione di 1.650.000 morti all’anno in meno se il consumo medio di sale fosse quello raccomandato.

In Italia nel periodo 2018-2019 è stato riscontrato un consumo medio giornaliero di sale pari a 9,5 grammi negli uomini e 7,2 grammi nelle donne, risultando inferiore a 5 grammi al giorno soltanto nel 9% degli uomini e nel 23% delle donne. Sebbene dal 2008 ad oggi, in Italia, si sia osservata una riduzione del 12% del consumo di sale i livelli di assunzione restano comunque alti.

L’OMS nel Piano d’azione globale per la prevenzione ed il controllo delle malattie croniche non trasmissibili 2013-2020 (Global action plan for the prevention and control of non-communicable diseases 2013–2020), esteso al 2030, che prevede una riduzione relativa del 30% del consumo medio di sale/sodio nella popolazione entro il 2025 rispetto a una baseline del 2010.

 

Perchè ridurre il consumo di sale?

Il consumo eccessivo di sale favorisce l’aumento della pressione arteriosa, con conseguente incremento del rischio di insorgenza di gravi patologie cardio-cerebrovascolari correlate all’ipertensione arteriosa (He FJ et al., 2020), quali infarto del miocardio e ictus cerebrale, ed è stato associato ad altre malattie cronico-degenerative, quali tumori, in particolare dello stomaco, osteoporosi e malattie renali.

Indipendentemente dalla nostra età, sesso o etnia, tutti trarremo beneficio dalla riduzione del consumo di sale. Prima ci adattiamo a una dieta a basso contenuto di sale, meno danni creiamo al nostro cuore, meglio cresceranno i nostri figli, è chiaro che il sale non è solo un problema per le generazioni più anziane.

All’iniziativa sostenuta da WASSH aderiscono anche la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), il Gruppo Intersocietario Meno Sale Più Salute e il Programma Guadagnare Salute.

 

Da dove proviene il sale introdotto con la dieta?

La maggior parte (almeno il 50%) del sale introdotto con la dieta deriva da quello che viene aggiunto nei prodotti trasformati di tipo artigianale, industriale o della ristorazione collettiva, oltre che da quello che ognuno di noi aggiunge in cucina e/o a tavola (circa il 35%) (Leclercq et al., 1991).

I cereali e derivati, in primo luogo pane, pizza e altri prodotti da forno, rappresentano una delle fonti più rilevanti di sodio aggiunto nei prodotti trasformati (Martini et al., 2022).

Il contenuto di sale della frutta, della verdura e in generale degli ortaggi freschi è invece molto basso: una dieta ricca di frutta, verdura e legumi freschi, favorisce un minor consumo complessivo di sale, a patto di evitare il consumo frequente di formaggi stagionati e di insaccati, così come di carne, pesce e altri alimenti in scatola contenenti sale aggiunto (D'Elia et al., 2024).

È bene inoltre acquistare pane povero di sale, come anche promosso dal progetto regionale sostenuto da ATS Brescia “Con meno sale nel pane...c’è più gusto e guadagni in salute” (link disponibile a piè di pagina), che consiglia l’assunzione di pane con un contenuto di sale inferiore o uguale a 1.7% rispetto alla farina.

Per orientarsi nella scelta è utile sapere che i prodotti con contenuto di sale pari o superiore a 1 grammo per 100g sono considerati ad elevato contenuto di sale mentre hanno un basso contenuto di sale quelli che presentano valori uguali o inferiori a 0,3 grammi per 100 grammi. È proprio su questi ultimi che dovrebbe preferibilmente ricadere la nostra scelta nel momento dell’acquisto.

 

Il decalogo della SINU

La SINU ha redatto un DECALOGO per incentivare la riduzione del consumo di sale:

  1. Quando fai la spesa, controlla le etichette e preferisci i prodotti con minor contenuto di sale per porzione o per 100 grammi
  2. Per gli alimenti di produzione locale (primo fra tutti il pane, ma anche ad es. i latticini) chiedi la disponibilità di prodotti con minor contenuto di sale
  3. Per riscoprire il piacere di una buona cucina, riduci il consumo di piatti industriali, di sughi già pronti e di cibi in scatola, ma anche quando dovessi servirtene controlla l’etichetta e scegli per il meglio
  4. Insaporisci i cibi con erbe aromatiche fresche, spezie o usando limone e aceto, limitando l’uso di condimenti molto ricchi in sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ecc.)
  5. Aggiungi gradualmente meno sale, e sempre iodato, alle TUE ricette, facendo sì che la famiglia si abitui pian piano a mangiare meno salato: scoprirete che pasta, riso, bistecche, pesce, pollo, verdure o patate (anche fritte) sono buonissimi se consumati con meno sale e col tempo anche senza
  6. A tavola, niente saliera, metti solo olio e aceto perché qualcuno non ceda alla tentazione di tornare indietro
  7. Non aggiungere sale alle pappe dei tuoi bambini, loro non ne hanno e non ne sentono la necessità: non essere tu ad introdurre le cattive abitudini!
  8. Latte e yogurt sono una buona fonte di calcio e contengono naturalmente le piccole quantità di sale necessarie alla nostra salute. Preferisci i formaggi freschi a quelli stagionati
  9. Durante gli spuntini, frutta o spremute sono un’ottima alternativa agli snack salati e se mangi un panino, puoi prepararlo con alimenti a basso contenuto di sale
  10. Nell’attività sportiva leggera reintegra con la semplice acqua i liquidi perduti attraverso la sudorazione

Bibliografia

  • D'Elia L, Strazzullo P. Dietary Salt Restriction and Adherence to the Mediterranean Diet: A Single Way to Reduce Cardiovascular Risk? J Clin Med 2024 Jan 16;13(2):486. doi: 10.3390/jcm13020486
  • He FJ, Tan M, Ma Y, MacGregor GA. Salt Reduction to Prevent Hypertension and Cardiovascular Disease: JACCState-of-the-Art Review. J Am Coll Cardiol. 2020;75(6):632-473
  • Leclercq C, Ferro-Luzzi A. Total and domestic consumption of salt and their determinants in three regions of Italy. Eur J Clin Nutr 1991; 45: 151-159
  • Martini D, Strazzullo P, Serafini M, Porrini M, Pellegrini N, Angelino D; SINU Young Working. Sodium Content in Cereal-Based Products Sold in Italy: How Far Are We from the Global Benchmarks? Nutrients. 2022 Jul 27;14(15):3088. doi:10.3390/nu14153088
  • WHO Guideline: Sodium intake for adults and children. Geneva: World Health Organization, 2014

 

Link Utili 

 

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Ultimo aggiornamento: 13/05/2024