FAQ SCUOLA

FAQ - DOMANDE FREQUENTI - aggiornamento a seguito della Circolare Ministeriale 0050079-DGPRE del 03/11/2021 

 

1. Quali sono le precondizioni per poter accedere al nido e alla scuola?

Le precondizioni per la presenza al nido e a scuola di bambini, studenti e di tutto il personale a vario titolo operante:

  • l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti;
  • non essere in quarantena o in isolamento domiciliare

Per i nidi e le scuole d'infanzia queste precondizioni sono estese anche a genitori o adulti accompagnatori.

Dovrà essere ridotta al minimo la presenza di genitori o loro delegati nei locali dei nidi e degli istituti scolastici se non strettamente necessari (es. entrata/uscita scuola dell’infanzia).

L’Ordinanza del Presidente di Regione Lombardia prevede, in capo al datore di lavoro, l’obbligo di rilevazione della temperatura per tutti i lavoratori prima dell’accesso al luogo di lavoro.

2. Cosa deve fare un alunno o un operatore scolastico che rientra in Italia da Paesi esteri?

Secondo le disposizioni di legge in tema di misure urgenti di contenimento del contagio sul territorio nazionale, chi entra o rientra in Italia da Paesi esteri è obbligato a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria competente per territorio. La comunicazione all’ATS di Brescia avviene compilando il questionario on line "Entrata in Italia dall’Estero", reperibile sul sito internet dell’ATS di Brescia alla pagina https://www.ats-brescia.it/rientri-dall-estero.

Il messaggio finale di tale questionario indicherà alla persona, secondo le norme in vigore, l'eventuale obbligo di sottoporsi a isolamento domiciliare.

In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, resta fermo l'obbligo per chiunque di mettersi in isolamento, di contattare con tempestività il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria e di avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra.

Superato il periodo di isolamento fiduciario, quando previsto, e in assenza di sintomi, la persona può rientrare in comunità/riprendere la vita sociale.

3. Per il rientro a scuola/servizio educativo dopo un periodo all’estero, serve un certificato?

Il rientro a scuola dopo un periodo trascorso all’estero è possibile solo dopo aver adempiuto all’obbligo di comunicazione del proprio ingresso in Italia al Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS di Brescia e all’effettuazione dell’eventuale periodo di isolamento domiciliare o altra misura preventiva indicata dal medesimo Dipartimento per ogni caso specifico. In coerenza con le indicazioni regionali sull’abolizione degli obblighi relativi al certificato di riammissione di cui alla LR 33/2009 art. 58 comma 2, per il rientro a scuola/servizio educativo NON è richiesta alcuna certificazione/attestazione rilasciata dal medico o pediatra.

Si ricorda che nel rapporto scuola-famiglia resta fondamentale la fiducia, elemento cardine del patto di corresponsabilità.

4. Quando bisogna indossare la mascherina a scuola?

Il Comitato Tecnico Scientifico, in data 08 novembre 2020, a chiarimento di quanto riportato nel DPCM del 03/11/2020 e successivo verbale n.34 del 12/07/2021, ha confermato, anche per il contesto scolastico, la misura relativa all’obbligatorietà della mascherina.

A partire dalla scuola primaria, dunque, la mascherina dovrà essere indossata sempre, da chiunque sia presente a scuola, durante la permanenza nei locali scolastici e nelle pertinenze, anche quando gli alunni sono seduti al banco e indipendentemente dalle condizioni di distanza (1 metro tra le rime buccali) previste dai precedenti protocolli.

Permangono non soggetti all’obbligo i bambini di età inferiore ai sei anni ed i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina.

Naturalmente è possibile abbassare la mascherina per bere, per i momenti della mensa e della merenda. Per quanto concerne l’attività musicale degli strumenti a fiato e del canto, limitatamente alla lezione singola, è altresì possibile abbassare la mascherina durante l’esecuzione, in analogia a quanto previsto dal DPCM del 03 novembre 2020 nella scheda tecnica dedicata a “Produzioni liriche, sinfoniche ed orchestrali e spettacoli musicali”.

Nelle sezioni di scuola primaria a tempo pieno e di scuola secondaria di primo grado a tempo prolungato è necessario prevedere la sostituzione della mascherina di tipo chirurgico a metà giornata, per garantirne l’efficienza.

5. Quale tipologia di mascherina deve essere indossata a scuola?

Secondo il parere del CTS gli studenti devono indossare preferibilmente mascherine di tipo chirurgico o di comunità (solo di tipo chirurgico ove non sia possibile rispettare il distanziamento). Per il personale della scuola il dispositivo di protezione delle vie respiratorie da adottarsi è la mascherina chirurgica o altro dispositivo previsto dal datore di lavoro sulla base della valutazione del rischio.

6. Come avviene la tutela degli alunni e delle alunne con fragilità?

Particolare attenzione va posta agli alunni e studenti che hanno una delle seguenti condizioni di fragilità, che li pone a maggior rischio in caso di infezione da virus SARS-CoV-2:

✓ gravi immunodeficienze

✓ cardiopatie congenite complesse a rischio di scompenso cardiocircolatorio

✓ patologie che comportino la presenza di cateteri e/o stomie a permanenza

✓ insufficienza respiratoria cronica

✓ malattie metaboliche

✓ gravi malattie della coagulazione

✓ disabilità psichica e/o fisica che non consenta il rispetto delle norme igieniche di base

✓ qualsiasi patologia che, a giudizio del pediatra curante, renda difficile il rispetto delle norme igieniche di base.

Il PLS/MMG segnala, in accordo con la famiglia, i soggetti fragili alla scuola, con una attestazione utile a rinforzare tutte le raccomandazioni di prevenzione che possono essere messe in atto dalla scuola.

La gestione di questa categoria di soggetti ha bisogno di una stretta sinergia tra pediatra/medico di medicina generale o il medico specialista, il referente scolastico Covid-19 e il Dipartimento di Prevenzione di ATS, allo scopo di garantire le misure idonee di prevenzione, attraverso la precoce identificazione dei casi di Covid-19:

  • il PLS/MMG o specialista, a cui compete la valutazione clinica, pone particolare attenzione a segni e sintomi che si possono presentare nei suoi pazienti fragili e svolge la sorveglianza clinica del soggetto fragile che presenta una sintomatologia lieve
  • la scuola adotta tutte le misure previste dalle indicazioni nazionali e regionali, ponendo particolare attenzione verso questi alunni, attraverso una costante verifica delle misure di protezione
  • Il Dipartimento di Prevenzione di ATS, qualora si verifichi un caso accertato di COVID-19 all'interno della scuola, informato dal referente scolastico COVID della presenza di alunne/i con fragilità anche al di fuori della classe frequentata dal soggetto positivo, effettua un’attenta inchiesta epidemiologica per l’identificazione dei contatti e valuta la necessità di estendere lo screening con tampone naso-faringeo.

L’ATS non effettua valutazioni cliniche dell'alunno e non può entrare nel merito di eventuali prescrizioni redatte dal medico curante. Nell’impossibilità di garantire quanto prescritto dal medico curante, la scuola propone la modalità di insegnamento da remoto.

7. Perché l'alunno si deve misurare la temperatura a casa e non a scuola?

Misurare a casa la temperatura corporea prima di recarsi a scuola è una regola importante per tutelare la propria salute e quella degli altri. Consente di prevenire la possibile diffusione del contagio nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto utilizzati, quando si attende di entrare a scuola, o in classe.

8. Quali sono i sintomi che non precludono la frequenza a scuola?

Gli attuali indirizzi regionali per la gestione dei casi di sospetta infezione da Covid-19 in età evolutiva evidenziano che:

• il raffreddore/rinorrea, non accompagnata da febbre e/o altri sintomi (ad esempio: difficoltà respiratoria, tosse insistente)

• qualche colpo isolato di tosse, senza altri sintomi

• il mal di testa lieve, senza altri sintomi

• il mal di gola, senza altri sintomi

• un episodio isolato di vomito, senza altri sintomi

• una o due scariche molli, se non accompagnati da altri sintomi

non debbano costituire motivo di allontanamento o precludere la frequenza a scuola.

9. Quali sono i sintomi sospetti per COVID-19 per cui è indicato stare a casa?

Nel caso in cui un alunno o un operatore scolastico presenti al proprio domicilio uno o più di questi sintomi:

  • febbre> di 37,5°C, anche in assenza di altri sintomi
  • sintomi respiratori acuti (come tosse, rinite, difficoltà respiratorie)
  • vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere)
  • diarrea (tre o più scariche al giorno, con feci semiliquide o liquide)
  • perdita/alterazione del gusto (in assenza di raffreddore)
  • perdita/alterazione dell’olfatto (in assenza di raffreddore)

deve prima di tutto restare a casa, informare il Pediatra di Libera di Scelta o il Medico di Medicina Generale e attenersi scrupolosamente alle sue indicazioni.

10. Perché è importante comunicare tempestivamente alla scuola l'assenza degli alunni e del personale scolastico per motivi di salute?

I genitori e il personale scolastico devono comunicare tempestivamente alla scuola/asilo nido eventuali assenze per motivi di salute secondo le modalità stabilite dalla scuola stessa, in modo da rilevare l’eventuale presenza di due o più casi correlati (cluster) nella stessa classe. Qualora si verificasse un numero elevato di assenze improvvise di studenti e di insegnanti in una classe, il referente scolastico per il Covid-19 lo deve comunicare al Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS per le valutazioni di competenza.

11. Cosa deve fare la scuola quando rileva assenze per malattia?

Il referente scolastico per il Covid-19 deve mantenere monitorato l’andamento delle assenze per motivi di salute degli alunni e del personale scolastico della propria scuola/servizio, avvisando il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS di Brescia, attraverso la casella di posta elettronica dedicata, solo quando si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe (es. 40%, il valore deve tenere conto anche delle situazioni delle altre classi) o di insegnanti.

Solo per i servizi educativi per la prima infanzia e per le scuole dell’infanzia è prevista la segnalazione dei minori e del personale scolastico che durante la frequenza al servizio/scuola hanno manifestato sintomi sospetti per COVID -19 (vedi FAQ n. 9) e che per tale motivo sono stati invitati al rientro al domicilio e a contattare il Medico di Medicina Generale o, in caso di minore, il Pediatra di Libera Scelta. Le segnalazioni verranno inoltrate dal Referente Covid attraverso la compilazione di un modulo on line dedicato già comunicato alla scuola.

Si ricorda che ATS interverrà presso il servizio educativo o la scuola dell’infanzia esclusivamente se il caso dovesse risultare positivo al Covid.

12. Cosa fare se un bambino/studente mentre è a scuola sviluppa febbre superiore a 37,5° e/o sintomi sospetti per COVID-19?

Il bambino/studente deve essere immediatamente isolato in un locale dedicato e dotato di mascherina chirurgica qualora indossi una mascherina di comunità. Se minore, deve essere informata la famiglia.

Il 112, che è servizio di emergenza urgenza, deve essere chiamato esclusivamente in presenza di un’emergenza sanitaria e non in presenza di febbre e/o di generici sintomi respiratori.

Deve essere organizzato il suo rientro, quanto prima possibile, al domicilio, raccomandando ai genitori di contattare il proprio Pediatra o Medico di Famiglia.

Per identificare quanto più precocemente possibili i casi di CoviD-19 nella collettività scolastica è attivo un percorso facilitato con punti tampone a libero accesso, in modalità drive through.

Si possono rivolgere ai punti tampone a libero accesso i minori/alunni/studenti accompagnati da almeno un genitore, gli studenti delle scuole di secondo grado maggiorenni e gli operatori scolastici, nel caso in cui durante lo svolgimento delle attività scolastiche /educative abbiano presentato una sintomatologia suggestiva da Covid 19 o che abbiano ricevuto da Pediatra /MMG indicazione (anche telefonica) di sottoporsi a tampone. Per l'effettuazione del tampone deve essere presentato il modulo di autocertificazione sul quale la scuola ha apposto preventivamente il proprio timbro.

Per maggiori informazioni in merito ai punti tampone a libero accesso, modalità di accesso e orari, modulistica collegarsi al seguente LINK

13. Come posso acquisire il referto del tampone naso-faringeo eseguito in uno dei Punti Tampone a libero accesso?

Il referto con l’esito del tampone effettuato presso i Punti tampone a libero accesso si può avere

  • consultando il Fascicolo Sanitario Elettronico della persona che ha fatto il tampone nella sezione Referti
  • chiedendo al proprio Medico/Pediatra di consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico o di scaricarlo dalla piattaforma dedicata (se è stato espresso il consenso alla consultazione).

Si precisa che, per potere visionare l’intero Fascicolo sanitario del figlio, il genitore deve acquisire le credenziali OTP (codice usa e getta) del fascicolo (se non ne è già in possesso) rivolgendosi agli Sportelli di scelta e revoca della propria ASST di riferimento o ai Punti di accoglienza delle strutture sanitarie accreditate, munito della propria carta di identità e della Tessera Sanitaria del minore. Contestualmente è opportuno dare il consenso alla consultazione del Fascicolo al proprio Medico di Medicina Generale/ Pediatra di Libera Scelta, per favorire da parte del curante la consultazione del referto.

Inoltre dal 17 febbraio 2021 è possibile accedere agli esiti dei tamponi molecolari consultando il seguente link, muniti di Codice Fiscale, numero di Tessera Sanitaria ed un codice univoco nazionale (CUN), che identifica in maniera puntuale ogni singolo tampone e che viene inviato tramite SMS al cittadino, così come descritto nella GUIDA DEL SERVIZIO.

14. È previsto l'isolamento in attesa del referto del tampone?

Coloro che eseguono il tampone (minore/alunno/studente/personale scolastico) in quanto casi sospetti sono tenuti a rispettare l'isolamento a domicilio in attesa del referto.

I contatti stretti di caso sospetto legato all'ambito scolastico (familiari conviventi, compagni di classe o altri contatti stretti) non sono tenuti all'isolamento domiciliare fiduciario. È comunque fortemente raccomandato un atteggiamento prudenziale in particolare per i contatti stretti continuativi (ad esempio i genitori): utilizzo delle mascherine in ogni situazione, evitare ove possibile o comunque ridurre i momenti di socialità e l’utilizzo di mezzi pubblici.

15. Cosa succede quando un alunno risulta positivo al COVID19? O un docente? O il personale scolastico?

Ai sensi della Circolare ministeriale 0050079-DGPRE-P del 03/11/2021 in presenza di un caso positivo che ha frequentato il contesto scolastico nelle 48 ore precedenti l’effettuazione del tampone, o se asintomatico nelle 48 antecedenti l’insorgenza dei sintomi, la Scuola sospende le lezioni nella classe/sezione/bolla frequentata dal soggetto positivo, individua i possibili “contatti scolastici” secondo le indicazioni riportate nella Nota tecnica dell’ISS “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da SARS-CoV-2 in ambito scolastico”, trasmette loro (o ai loro genitori/tutori, nel caso di minori) le disposizioni standardizzate predisposte dal Dipartimento di Prevenzione, fornendo così le indicazioni che ciascun contatto dovrà seguire responsabilmente in base alla propria situazione, fatta salva successiva diversa indicazione da parte di ATS.

Le misure che vengono attuate nei confronti dei contatti scolastici sono differenziate in base ai soggetti interessati, alla classe frequentata e allo stato di vaccinazione, nonché al numero di casi confermati nella classe / scuola, correlati dal punto vista di epidemiologico.  

16. In caso di positività al test molecolare o antigenico per Covid-19, dopo quanti giorni di isolamento una persona può rientrare in comunità/riprendere la vita sociale?

Casi Covid-19 con variante (sospetta o confermata) NON sottoposta a sorveglianza speciale:

  • ASINTOMATICI: il rientro in comunità è previsto dopo 10 giorni di isolamento al termine del quale risulti eseguito un tampone molecolare o antigenico negativo
  • SINTOMATICI: il rientro in comunità è previsto dopo 10 giorni di isolamento, di cui almeno gli ultimi 3 senza sintomi, al termine del quale risulti eseguito un tampone molecolare o antigenico negativo

Le persone che continuano a risultare positive al test molecolare o antigenico per Covid-19, in caso di assenza di sintomatologia da almeno 7 giorni, potranno interrompere l’isolamento al termine del 21° giorno.

Casi Covid-19 con variante (sospetta o confermata) sottoposta a sorveglianza speciale:

  • ASINTOMATICI: il rientro in comunità è previsto dopo 10 giorni di isolamento al termine del quale risulti eseguito un tampone molecolare negativo
  • SINTOMATICI: il rientro in comunità è previsto dopo 10 giorni di isolamento, di cui almeno gli ultimi 3 senza sintomi, al termine del quale risulti eseguito un tampone molecolare negativo

Le persone che continuano a risultare positive al test molecolare per Covid-19 potranno interrompere l’isolamento solo dopo test molecolare negativo.

Per tutti i casi positivi al Covid -19 frequentanti la scuola o le comunità dell'infanzia la riammissione a scuola è subordinata al rilascio, da parte del Pediatra di libera scelta o del Medico di medicina generale, dell'attestato di rientro sicuro in collettività. Gli insegnanti e gli educatori, in quanto lavoratori, rientrano a scuola a seguito di presentazione di apposita certificazione di guarigione rilasciata da ATS.

17. Che cosa accade in un Nido/Scuola dell’Infanzia ai compagni di sezione e agli insegnanti che sono stati esposti a un caso COVID-19?

Quando un minore che frequenta il Nido /scuola dell’infanzia risulta positivo al test per il Covid -19, tutti i suoi compagni di sezione ed i suoi insegnanti/educatori vengono sottoposti alla misura della quarantena. 

Nel caso in cui il soggetto positivo sia un/una insegnante, vengono posti in quarantena tutti i bambini/e appartenenti alla stessa sezione. I colleghi vaccinati o guariti da meno di 6 mesi che hanno svolto attività in compresenza con l’insegnante positivo vengono posti in sorveglianza attiva, i non vaccinati o guariti da più di 6 mesi vengono posti in quarantena. In presenza di un secondo caso tra il personale scolastico scatta per tutti i colleghi della sezione la misura della quarantena

Rimane in capo al Dipartimento di Prevenzione attivare eventualmente diverse misure in seguito a valutazioni derivanti da indagine epidemiologica.

18. Che cosa accade nelle scuole primarie e secondarie ai compagni di classe e agli insegnanti che sono stati esposti a un caso COVID-19?

Quando uno studente che frequenta una scuola primaria o secondaria risulta positivo al test per Covid-19, i suoi compagni di classe ed i docenti che hanno svolto attività in presenza nella classe per più di 4 ore, anche cumulative, vengono posti in sorveglianza con testing. In caso di docente non vaccinato o guarito da più di sei mesi, che ha svolto attività in presenza per più di 4 ore, anche cumulative, scatta la misura della quarantena.

In presenza di un ulteriore caso positivo oltre al caso indice, gli studenti vaccinati o guariti da meno di 6 mesi proseguono con la sorveglianza, gli studenti non vaccinati o guariti da più di 6 mesi vengono posti in quarantena.

In presenza di due casi positivi, oltre al caso indice, tutti coloro che erano in sorveglianza attiva vengono posti in quarantena.

Nel caso in cui il soggetto positivo sia un insegnante, tutti gli alunni delle classi in cui l’insegnante ha svolto attività in presenza nelle 48 ore antecedenti l’insorgenza dei sintomi o l’effettuazione del tampone, se asintomatico, vengono poste in sorveglianza con testing. I docenti che hanno svolto attività in compresenza con l’insegnante positivo per più di 4 ore, anche cumulative, vengono posti in sorveglianza con testing, eccetto i non vaccinati o i guariti da più di 6 mesi, per i quali scatta la misura della quarantena.

In presenza di due casi positivi (tra studenti e docenti) oltre al caso indice, tutti coloro che erano in sorveglianza attiva vengono posti in quarantena.

19. Ho ricevuto l’Avviso di avvio di sorveglianza attiva per mio figlio in quanto contatto scolastico. Cosa devo fare?

I contatti scolastici individuati e sottoposti a sorveglianza attiva ricevono disposizioni standardizzate dalla scuola (Avviso di Sorveglianza attiva predisposto da ATS) e possono continuare la didattica in presenza a precise condizioni.

Gli stessi devono:

  •  Eseguire un test molecolare o antigenico a tempo zero (test di inizio sorveglianza T0) ossia prima possibile e comunque entro 48 ore dal ricevimento della comunicazione della scuola (es. comunicazione del 15 novembre ed esecuzione del test T0 entro il 17 novembre);
  • Eseguire un test molecolare o antigenico a distanza di 5 giorni (test di fine sorveglianza T5) dall’avvio della sorveglianza, indipendentemente da quando è stato fatto il test di inizio sorveglianza (es. comunicazione del 15 novembre ed esecuzione del T5 il 20 novembre).

Sono considerati validi i test antigenici rapidi nasofaringei ed i test molecolari nasofaringei o salivari. NON sono consentiti i test in autosomministrazione. I test possono essere eseguiti gratuitamente secondo le modalità riportate nel sito web di ATS Brescia al link: https://www.ats-brescia.it/identificazione-tempestiva-dei-casi-di-covid-19-a-scuola. È facoltà dell’interessato effettuare il test a pagamento presso altri erogatori (Laboratori, Farmacie). Non sono consentiti i test in auto-somministrazione.

I soggetti (bambini, studenti, personale scolastico) che ricevono indicazione ad effettuare sorveglianza con testing non possono entrare in ambiente scolastico in attesa dell’effettuazione del test di inizio sorveglianza.

Una volta eseguito il test, il rientro a scuola avviene presentando l’Avviso di Sorveglianza attiva, predisposto da ATS e l’esito del tampone negativo. Se invece il risultato del test è positivo, non è possibile rientrare a scuola e occorre informare subito il MMG/PLS. Se il test previsto di inizio sorveglianza non viene eseguito, il soggetto non può rientrare a scuola.

Salvo eventuali altre prescrizioni di ATS, se anche il risultato del test di fine sorveglianza è negativo, è possibile proseguire la frequenza scolastica esibendo l’Avviso di Sorveglianza attiva, predisposto da ATS e l’esito del test negativo; se invece il risultato è positivo, non è possibile proseguire la frequenza della scuola e occorre informare subito il MMG/PLS. Se il test previsto di fine sorveglianza non viene eseguito il soggetto non può rientrare a scuola.

Si ricorda che è facoltà di ATS disporre provvedimenti di sanità pubblica come ad es. la quarantena per chi non ha effettuato il test di inizio e/o di fine sorveglianza, nonché per l’intera classe qualora non vengano effettuati i test dalla maggioranza dei contatti coinvolti nella segnalazione.

Si evidenzia che ai soggetti in sorveglianza con testing è richiesto, in modo responsabile, di limitare le frequentazioni sociali e le altre attività di comunità (ad esempio attività sportive in gruppo, frequentazione di feste, assembramenti, visite a soggetti fragili) e di mantenere in maniera rigorosa il distanziamento fisico e l’uso della mascherina incontrando altre persone oltre ai familiari.

Qualora dai test eseguiti dai contatti sottoposti a sorveglianza attiva dovessero emergere ulteriori casi, ATS avvierà i provvedimenti di competenza, come indicato nelle FAQ 16 e FAQ 17.

20.In caso di attivazione della misura di quarantena, come avviene il rientro in comunità per un contatto di caso in ambito scolastico?

Il rientro in collettività dei contatti di caso Covid-19, identificati dal Dipartimento di Prevenzione e posti in quarantena, possono avvenire secondo le seguenti modalità:

Contatti stretti di casi Covid-19 che hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni:

Il rientro in comunità è previsto, in assenza di sintomi, dopo 7 giorni dall’ultimo contatto con il caso positivo e a seguito di TEST MOLECOLARE o ANTIGENICO NEGATIVO eseguito a partire dal 7° giorno di quarantena

Contatti stretti di casi Covid-19 NON vaccinati o che NON hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni:

Il rientro in comunità è previsto, in assenza di sintomi, dopo 10 giorni di dall’ultimo contatto con il caso positivo e a seguito di TEST MOLECOLARE o ANTIGENICO NEGATIVO eseguito a partire dal 10° giorno di quarantena.

In base alla Circolare Ministero della Salute 0036254 del 11/08/2021, che aggiorna le misure di quarantena ed isolamento alla luce della circolazione delle nuove varianti, in presenza di un caso Covid-19 con sospetta o accertata variante sottoposta a sorveglianza speciale, anche i contatti che hanno avuto un’esposizione a basso rischio di infezione, sono posti in quarantena per 10 giorni dall’ultimo contatto con il caso Covid-19 positivo.

Come da indicazioni della Circolare RL_RLAOOG1.2021.7630 del 26/10/2021 il rientro a scuola a fine quarantena per gli studenti e per il personale scolastico docente e non docente avviene:

- con presentazione del Provvedimento di fine quarantena rilasciato da ATS

oppure

- esclusivamente in caso di ritardi nel rilascio da parte di ATS del provvedimento di fine quarantena (ad esempio in presenza di picchi epidemici) il rientro in comunità è consentito:

a) per i soggetti NON vaccinati con la presentazione del provvedimento di inizio quarantena + referto del tampone negativo eseguito a partire dal 10° giorno di quarantena

b) per i soggetti vaccinati con la presentazione del provvedimento di inizio quarantena + referto del tampone negativo eseguito a partire dal 7° giorno di quarantena+ certificato vaccinale

Non è quindi più richiesta la certificazione del medico curante per il rientro a scuola, ma l’attestazione di riammissione sicura in collettività è rappresentata dal Provvedimento di fine quarantena rilasciato da ATS.

21. I genitori che lavorano, possono richiedere il Congedo Covid-19 per la quarantena scolastica dei figli?

Il Congedo Covid-19 per quarantena dei figli in favore dei lavoratori dipendenti, re-introdotto dal Decreto Legge n. 30 del 13 marzo 2021, riguarda ad oggi esclusivamente i periodi di quarantena, disposta dal Dipartimento di Prevenzione di ATS, dei figli conviventi e minori di anni 14, ricompresi tra l’1 gennaio 2021 e il 30 giugno 2021.

22. Se un alunno o un insegnante è posto in isolamento perché convivente di un caso COVID-19, i compagni di classe e gli insegnanti necessitano a loro volta di un periodo di isolamento?

I compagni di classe e gli insegnanti di un alunno o di un insegnante posto in quarantena, poiché convivente di un caso Covid-19, NON necessitano a loro volta di isolamento, a meno di specifiche valutazioni del Dipartimento di Igiene Prevenzione Sanitaria.

23. Quale distanziamento è previsto nelle scuole?

Istruzione primaria e secondaria

Il distanziamento previsto è da intendersi:

  • nella “zona banchi” di minimo un 1 metro tra le rime buccali degli studenti calcolato dalla posizione seduta al banco dello studente, avendo pertanto riferimento alla situazione di staticità;
  • nella “zona cattedra” è imprescindibile la distanza di 2 metri lineari tra il docente e l’alunno nella “zona interattiva” della cattedra, identificata tra la cattedra medesima ed il banco più prossimo ad essa.

L’utilizzo della mascherina è necessario sempre, anche quando gli alunni sono seduti al banco ed indipendentemente dalle condizioni di distanza.

Servizi educativi/Scuola dell’infanzia

Nella scuola dell’infanzia l’attività è organizzata per garantire una serena vita di relazione nel gruppo dei pari (omogenei o eterogenei per età) a seconda dell’assetto organizzativo definito da ogni servizio educativo. La necessità è quindi, laddove possibile, quella di garantire la stabilità dei gruppi/sezioni evitando l’utilizzo promiscuo degli stessi spazi da parte dei bambini dei diversi insiemi, organizzando gli ambienti in aree strutturate e garantendo il principio di non intersezione tra gruppi diversi.

Per i bambini al di sotto dei 6 anni non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina, tutto il personale è tenuto al corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) così come per gli accompagnatori per tutto il tempo che rimarranno all’interno della struttura.

Si ricorda che in considerazione della necessità di ridurre i rischi di contagio è opportuno evitare di portare negli spazi delle attività oggetti o giochi da casa.

24. Indicazioni per gli studenti con disabilità

La gestione degli alunni con disabilità certificata dovrà essere pianificata anche in riferimento alla numerosità, alla tipologia di disabilità, alle risorse professionali specificatamente dedicate, garantendo in via prioritaria la didattica in presenza.

Non sono soggetti all'obbligo di utilizzo della mascherina gli studenti con forme di disabilità non compatibili con il suo uso continuativo.

25. Servono spazi liberi nel caso sia necessario isolare temporaneamente persone (bambini, alunni, operatori) con febbre e sintomi respiratori?

Istruzione primaria e secondaria

I Documenti tecnici del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) dicono che va identificata una idonea procedura per l’accoglienza e isolamento di eventuali soggetti (studenti o altro personale scolastico) che dovessero manifestare una sintomatologia respiratoria e febbre. In tale evenienza il soggetto dovrà essere dotato immediatamente di mascherina chirurgica qualora dotato di mascherina di comunità e dovrà essere avviato all’immediato ritorno al proprio domicilio.

Il locale individuato per l’isolamento delle persone sintomatiche e con febbre superiore a 37,5 °C può essere utilizzato per ospitare anche più di una persona contemporaneamente, distanziate in modo adeguato e sempre con la mascherina; dopo l’impiego, il locale va pulito e disinfettato approfonditamente.

Servizi educativi/Scuola dell’infanzia

Anche nella scuola dell’infanzia è opportuno predisporre spazi dedicati ad ospitare bambini e/o operatori con sintomatologia sospetta.

26. Come vengono puliti gli ambienti scolastici?

Le operazioni di pulizia dovranno essere effettuate quotidianamente secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità previste nella Circolare del Ministero della Salute “Indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento”.

Tutte le superfici vanno pulite allo stesso modo?

Nella sanificazione si dovrà porre particolare attenzione alle superfici più toccate quali maniglie e barre delle porte, delle finestre, sedie e braccioli, tavoli/banchi/cattedre, interruttori della luce, corrimano, rubinetti dell’acqua, pulsanti dell’ascensore, distributori automatici di cibi e bevande, ecc.

Qualora vengano usati prodotti disinfettanti e qualora la struttura educativa ospiti bambini al di sotto dei 6 anni, si raccomanda di fare seguire alla disinfezione anche la fase di risciacquo soprattutto per gli oggetti, come i giocattoli, che potrebbero essere portati in bocca dai bambini.

27. Sono previste indicazioni per quanto riguarda la refezione scolastica?

  • per il consumo del pasto in refettorio valgono le stesse misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro già indicate per gli altri locali destinati alla didattica;
  • per il consumo del pasto in classe dovrà essere mantenuta la normale disposizione e distanziamento già previsti per le ore di didattica. Riguardo le misure igienico-sanitarie si rimanda alle misure già in essere per la refezione scolastica;
  • l’accesso ai locali mensa deve essere regolato prevedendo il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone all’interno di essi e l’areazione frequente dei locali;
  • valutare, laddove la struttura del locale di somministrazione lo consenta, l’istituzione di percorsi obbligati unidirezionali per garantire un flusso ordinato dei bambini e ragazzi individuando, laddove possibile, i percorsi di entrata e di uscita differenziati;
  • garantire un idoneo microclima: evitare correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo durante il ricambio naturale dell’aria, eliminare totalmente la funzione di ricircolo dell’aria condizionata per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni (batteri, virus, ecc.) nei locali di somministrazione alimenti;
  • vietare buffet a self- service con alimenti esposti; nei banchi di distribuzione si raccomandano mono porzioni preconfezionate oppure la somministrazione diretta da parte degli addetti;
  • utilizzare preferibilmente condimenti, pane, frutta, acqua in confezioni monodose o attraverso la distribuzione diretta ai singoli bambini da parte degli addetti alla somministrazione;
  • evitare, al momento del consumo del pasto, la condivisione dell’utilizzo di posate e bicchieri da parte di più bambini/ragazzi.

28. È possibile utilizzare le aule didattiche per il consumo dei pasti?

Sì, è necessaria un’adeguata pulizia delle superfici prima di utilizzarle per il pranzo. La pulizia va effettuata anche al termine del pranzo prima della ripresa dell’attività nella stessa aula e sugli stessi banchi.

È opportuno vengano adottate le seguenti modalità:

- fornitura del pasto su vassoi o direttamente sulla singola postazione/banco con utilizzo di tovagliette lavabili o monouso, a seguito dello sporzionamento da parte degli addetti in aree appositamente attrezzate, se già esistenti, oppure presso l’aula didattica con l’utilizzo di carrelli termici nel rispetto delle temperature e delle specifiche norme igienico-sanitarie. Nel caso non fosse possibile, come ultima alternativa, fornitura del pasto in “lunch box” cioè in vaschette monoporzione separate lavabili e riutilizzabili oppure monoporzioni individuali di primo, secondo e contorno termosigillati.

29. Se si usano le aule didattiche per il consumo dei pasti, quali documenti vanno predisposti?

Agli atti del Gestore della ristorazione deve essere tenuto l’aggiornamento del documento HACCP.

30. Se vengono utilizzati per il pranzo altri locali, diversi dalla mensa e dall’aula didattica, deve essere presentata una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)?

Non è dovuta alcuna comunicazione/SCIA ai SUAP e/o alle ATS per il mero approntamento di nuovi spazi o l’utilizzo di aule didattiche per la somministrazione dei pasti, né l’invio di planimetrie o relazione tecniche. Dovranno comunque essere soddisfatti tutti i criteri e requisiti previsti dai documenti nazionali e regionali reperibili ai seguenti link:

http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/servizi-einformazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus

In particolare, al fine di garantire la sicurezza degli alimenti, gli operatori delle mense scolastiche devono assicurare la piena e costante adesione alle buone pratiche igieniche e alle procedure di pulizia e disinfezione.