FAQ SCUOLA

FAQ - DOMANDE FREQUENTI - aggiornamento al 23/10/2020 (aggiornata FAQ n. 12)

 

1. Quali sono le precondizioni per poter accedere al nido e alla scuola?

Le precondizioni per la presenza al nido e a scuola di bambini, studenti e di tutto il personale a vario titolo operante:

  • l’assenza di sintomatologia respiratoria o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti;
  • non essere in quarantena o in isolamento domiciliare

 

Per i nidi e le scuole d'infanzia queste precondizioni sono estese anche a genitori o adulti accompagnatori.

Dovrà essere ridotta al minimo la presenza di genitori o loro delegati nei locali dei nidi e degli istituti scolastici se non strettamente necessari (es. entrata/uscita scuola dell’infanzia).

Sino al 15 ottobre è in vigore l’Ordinanza del Presidente di Regione Lombardia n. 604, che prevede in capo al datore di lavoro l’obbligo di rilevazione della temperatura per tutti i lavoratori prima dell’accesso al luogo di lavoro.

 

2. Quando bisogna indossare la mascherina a scuola?

Il Ministero dell’Istruzione ha riconfermato in data 08.10.2020 l’importanza di riferirsi, per quanto concerne l’uso delle mascherine a scuola, ai protocolli  e Linee Guida esistenti.

Secondo le Linee Guida Nazionali emanate per la scuola, tutti gli studenti di età superiore ai 6 anni e il personale docente e non docente devono indossare – per l’intera permanenza nei locali scolastici – una mascherina chirurgica, fatte salve le dovute eccezioni (ad es. attività fisica, pausa pasto).

Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

Il Comitato Tecnico Scientifico, nel verbale n. 104 del 31/08/2020, rimarca l’importanza dell’uso di dette mascherine e, in riferimento all’alunno/studente, specifica che:

•       nell’ambito della scuola primaria, per favorire l’apprendimento e lo sviluppo relazionale, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro e l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto).

•       nella scuola secondaria, anche considerando una trasmissibilità analoga a quella degli adulti, la mascherina chirurgica può essere rimossa in condizione di staticità con il rispetto della distanza di almeno un metro, l’assenza di situazioni che prevedano la possibilità di aerosolizzazione (es. canto) e in situazione epidemiologica di bassa circolazione virale come definita dalla autorità sanitaria.

Per quanto concerne il personale docente e non docente, si rimarca l’importanza dell’utilizzo della mascherine chirurgiche come dispositivo di protezione individuale e strumento di prevenzione cardine, da adottare sia in condizione di staticità che di movimento.

 

3. Oltre all’utilizzo delle mascherine (chirurgiche o "di comunità"), quando previsto, per gli alunni servono ulteriori mezzi di protezione?

Per gli alunni non sono necessari ulteriori DPI.

Gli alunni vanno a scuola con proprie mascherine. Utilizzeranno mascherine chirurgiche fornite dalla scuola nei casi in cui siano equiparati a lavoratori e salvo quanto diversamente stabilito dalla valutazione dei rischi, che potrebbe richiedere l’impiego di DPI specifici per le attività di laboratorio.

 

4. Come avviene la tutela degli alunni e delle alunne con fragilità?

Particolare attenzione va posta agli studenti che non possono indossare la mascherina o che hanno una condizione di fragilità che li pone a maggior rischio in caso di infezione da virus SARS-CoV-2.

A tale scopo è necessaria una stretta sinergia tra il Pediatra/Medico di Medicina Generale o il medico specialista, il referente scolastico per Covid-19 e il Dipartimento di Prevenzione di ATS con lo scopo di garantire le misure idonee di prevenzione attraverso la precoce identificazione dei casi di Covid-19: 

  • il Pediatra/Medico di Medicina Generale o specialista, a cui compete la valutazione clinica, pone particolare attenzione a segni e sintomi che si possono presentare nei suoi pazienti fragili e svolge la sorveglianza clinica del fragile che presenta una sintomatologia lieve
  • la scuola adotta tutte le misure previste dalle indicazioni nazionali e regionali, ponendo particolare attenzione verso questi alunni attraverso una costante verifica delle misure di protezione
  • Il Dipartimento di Prevenzione di ATS, qualora si verificasse un caso positivo al Covid-19 all'interno della scuola, informato dal referente scolastico Covid della presenza di alunne/i con fragilità, anche al di fuori della classe frequentata dal soggetto positivo, effettua un’attenta inchiesta epidemiologica per l’identificazione dei contatti, anche per valutare la necessità di estensione dello screening con tampone naso-faringeo.

 

Si precisa che ATS non effettua valutazioni cliniche dell'alunno e non può entrare nel merito di eventuali prescrizioni redatte dal medico curante. Nell’impossibilità di garantire quanto prescritto dal medico curante, la scuola propone la modalità di insegnamento da remoto. 

 

5. Perchè l'alunno si deve misurare la temperatura a casa e non a scuola?

Misurare a casa la temperatura corporea prima di recarsi a scuola è una regola importante per tutelare la propria salute e quella degli altri. Consente di prevenire la possibile diffusione del contagio nel tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto utilizzati, quando si attende di entrare a scuola, o in classe.

 

6. Quali sono i sintomi più comuni compatibili con COVID-19 nei bambini?

I sintomi più comuni di Covid-19 nei bambini sono: febbre, tosse, mal di testa, nausea/vomito, diarrea, mal di gola, difficoltà respiratoria, dolori muscolari, raffreddore/congestione nasale.

Nel caso in cui un alunno presenti al proprio domicilio uno o più di questi sintomi deve prima di tutto restare a casa. I genitori dell’alunno devono informare il Pediatra di Libera di Scelta o il Medico di Medicina Generale e devono comunicare l’assenza scolastica per motivi di salute.

 

7. Quali sono i sintomi più comuni compatibili con COVID-19 nella popolazione generale?

I sintomi più comuni compatibili con Covid-19 nella popolazione generale sono: febbre, brividi, tosse, difficoltà respiratorie, diminuzione o perdita improvvisa dell’olfatto, alterazione o perdita del gusto, raffreddore/congestione nasale, mal di gola, diarrea.

Nel caso in cui un operatore scolastico presenti al proprio domicilio uno o più di questi sintomi deve prima di tutto restare a casa, informare il Medico di Medicina Generale e comunicare l’assenza dal lavoro per motivi di salute.

 

8. Perchè è importante comunicare tempestivamente alla scuola l'assenza degli alunni e del personale scolastico per motivi di salute? 

I genitori e il personale scolastico devono comunicare tempestivamente alla scuola/asilo nido eventuali assenze per motivi di salute secondo le modalità stabilite dalla scuola stessa, in modo da rilevare l’eventuale presenza di due o più casi correlati (cluster) nella stessa classe. Qualora si verificasse un numero elevato di assenze improvvise di studenti e di insegnanti in una classe, il referente scolastico per il Covid-19 lo deve comunicare al Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria dell’ATS per le valutazioni di competenza.

 

9Cosa deve fare la scuola quando rileva assenze per malattia?

Il referente scolastico per il Covid-19 deve mantenere monitorato l’andamento delle assenze per motivi di salute degli alunni e del personale scolastico della propria scuola/servizio, avvisando il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS di Brescia, attraverso la casella di posta elettronica dedicata, solo quando si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe (es. 40%, il valore deve tenere conto anche delle situazioni delle altre classi) o di insegnanti.

Solo per i servizi educativi per la prima infanzia e per le scuole dell’infanzia è prevista la segnalazione dei minori e del personale scolastico che durante la frequenza al servizio / scuola hanno manifestato sintomi compatibili con COVID -19 (vedi FAQ 5 e FAQ 6) e che per tale motivo sono stati invitati al rientro al domicilio e a contattare il Medico di Medicina Generale o, in caso di minore, il Pediatra di Libera Scelta. Le segnalazioni verranno inoltrate dal Referente Covid attraverso la compilazione di un modulo on line dedicato già comunicato alla scuola.

Si ricorda che ATS interverrà presso il servizio educativo o la scuola dell’infanzia esclusivamente se il caso dovesse risultare positivo al Covid.

 

10. I Referenti COVID delle scuole e degli asili devono fare un corso?

Non è obbligatorio, ma per accompagnare gli Istituti scolastici nell’attuazione delle “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Ministero dell’Istruzione hanno messo a punto un percorso formativo on line (FAD) rivolto ad insegnanti e personale scolastico. Tutte le informazioni sono reperibili al seguente LINK 

 

11. Cosa fare se un bambino/studente mentre è a scuola sviluppa febbre superiore a 37,5° e/o sintomi compatibili con COVID-19?

Il bambino/studente deve essere immediatamente isolato in un locale dedicato (vedi FAQ n. 21) e dotato di mascherina chirurgica qualora indossi una mascherina di comunità. Se minore, deve essere informata la famiglia.

Il 112, che è servizio di emergenza urgenza, deve essere chiamato esclusivamente in presenza di un’emergenza sanitaria e non in presenza di febbre e/o di generici sintomi respiratori.

Deve essere organizzato il suo rientro, quanto prima possibile, al domicilio, raccomandando ai genitori di contattare il proprio Pediatra o Medico di Famiglia.

Per identificare quanto più precocemente possibili i casi di CoviD-19 nella collettività scolastica è attivo un percorso facilitato con punti tampone a libero accesso, in modalità drive through, aperti dal lunedì al sabato, che non richiede prenotazione.

Si possono rivolgere ai punti tampone a libero accesso i minori/alunni/studenti accompagnati da almeno un genitore, gli studenti delle scuole di secondo grado maggiorenni e gli operatori scolastici, nel caso in cui durante lo svolgimento delle attività scolastiche /educative abbiano presentato una sintomatologia suggestiva da Covid 19 o che abbiano ricevuto da Pediatra /MMG indicazione (anche telefonica) di sottoporsi a tampone. Per l'effettuazione del tampone deve essere presentato il modulo di autocertificazione sul quale la scuola ha apposto preventivamente il proprio timbro.

Per maggiori informazioni in merito ai punti tampone a libero accesso, modalità di accesso e orari, modulistica collegarsi al seguente LINK

 

12. Come posso acquisire il referto del tampone naso-faringeo eseguito in uno dei Punti Tampone a libero accesso?

Il referto con l’esito del tampone effettuato presso i Punti tampone a libero accesso si può avere

  • consultando il Fascicolo Sanitario Elettronico della persona che ha fatto il tampone
  • chiedendo al proprio Medico/Pediatra di consultare il Fascicolo Sanitario Elettronico o di scaricarlo dalla piattaforma dedicata

Regione Lombardia ha inoltre attivato un nuovo servizio online per visualizzare e scaricare il referto relativo all’ultimo esame per Covid 19, limitatamente al periodo dell’emergenza in atto.

Il servizio è accessibile al link, https://www.fascicolosanitario.regione.lombardia.it/web/fserl-pubblica/ultimo-referto-covid muniti solo di Codice Fiscale e numero di Tessera Sanitaria.

Si ricorda che, per potere visionare l’intero Fascicolo sanitario del figlio, il genitore deve acquisire le credenziali OTP (codice usa e getta) del fascicolo (se non ne è già in possesso) rivolgendosi agli Sportelli di scelta e revoca della propria ASST di riferimento o  ai Punti di accoglienza delle strutture sanitarie accreditate, munito della propria carta di identità e della Tessera Sanitaria del minore. Contestualmente è opportuno dare il consenso alla consultazione del Fascicolo al proprio Medico di Medicina Generale/ Pediatra di Libera Scelta, per favorire da parte del curante la consultazione del referto.

 

13. È previsto l'isolamento in attesa del referto del tampone?

Coloro che eseguono il tampone (minore/alunno/studente/personale scolastico) in quanto casi sospetti sono tenuti a rispettare l'isolamento in attesa del referto.

I contatti stretti di caso sospetto legato all'ambito scolastico (familiari conviventi, compagni di classe o altri contatti stretti) non sono tenuti all'isolamento domiciliare fiduciario. È comunque fortemente raccomandato un atteggiamento prudenziale in particolare per i contatti stretti continuativi (ad esempio i genitori): utilizzo delle mascherine in ogni situazione, evitare ove possibile o comunque ridurre i momenti di socialità e l’utilizzo di mezzi pubblici.

 

14. Dopo un’assenza per motivi di salute o in quanto contatto stretto di caso positivo (quarantena), per il rientro al servizio educativo/scuola è necessario presentare un certificato medico?

Rientro dopo assenza per malattia da Covid-19 o dopo assenza per caso sospetto Covid-19

In questo caso è necessaria l’attestazione di avvenuta guarigione e riammissione sicura in collettività.

L’attestazione di guarigione e riammissione sicura in collettività viene rilasciata dal proprio Medico di Medicina Generale (MMG) o Pediatra (PLS), che acquisisce l’informazione del singolo tampone negativo dal paziente stesso/genitore, oppure mediante portale ATS dedicato oppure dal Fascicolo Sanitario Elettronico del paziente.

 

Rientro dopo assenza per isolamento come contatto stretto di caso Covid-19

Il rientro può avvenire dopo un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultimo contatto con la persona risultata positiva, senza la necessità di ulteriori accertamenti, a meno di eventuale esordio di sintomi durante il periodo di quarantena per cui si rende opportuna l'esecuzione del tampone, previa valutazione del proprio MMG/PLS.

Per il rientro a scuola, possibile in assenza di sintomi il giorno successivo alla data di conclusione del periodo di quarantena, NON è richiesta alcuna certificazione/attestazione rilasciata da parte del Medico o Pediatra.

È prevista anche la possibilità di ridurre il periodo di quarantena, effettuando, non prima della decima giornata dall’ultimo contatto, un tampone nasofaringeo recandosi presso i punti tampone a libero accesso delle ASST muniti del modulo di autodichiarazione (sedi, orari,moduli reperibili al seguente LINK ).

Se l’esito del tampone è negativo, la quarantena può avere termine; se l’esito del tampone è positivo, il contatto stretto sarà identificato come caso e verrà disposta la misura dell’isolamento obbligatorio per lui e della quarantena per i contatti familiari. L’isolamento avrà termine solo a seguito di esito negativo del test e, in questo caso, per il rientro anticipato a scuola, sarà necessario farsi rilasciare dal Pediatra o dal Medico di Medicina Generale l’attestazione di riammissione sicura in collettività.

Vi suggeriamo di contattare il vostro MMG/PLS per valutare il percorso più idoneo alla propria situazione.

 

Rientro dopo tutte le altre assenze dovute a motivi sanitari per cui non si è attivato un percorso di accertamento Covid

Il Medico di Medicina Generale o Pediatra gestisce la situazione indicando alla famiglia le misure di cura e concordando, in base all’evoluzione del quadro clinico, i tempi per il rientro al servizio educativo/scuola.

In coerenza con le indicazioni regionali sull’abolizione degli obblighi relativi al certificato di riammissione di cui alla LR 33/2009 art. 58 comma 2, NON è richiesta alcuna certificazione/attestazione per il rientro rilasciata da parte del medico o pediatra.

Analogamente non è richiesta autocertificazione da parte della famiglia, ma si darà credito alla famiglia e si valorizzerà quella fiducia reciproca alla base del patto di corresponsabilità fra comunità educante e famiglia. Eventualmente, la scuola potrà richiedere una dichiarazione da parte del genitore dei motivi dell’assenza.

NON è richiesta alcuna certificazione/attestazione medica per il rientro dopo assenza per motivi non sanitari.

 


15. Cosa succede quando un alunno risulta positivo al COVID19? O un docente? O il personale scolastico?

La segnalazione viene gestita direttamente dal Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS, che valuta caso per caso e fornisce le indicazioni e le disposizioni conseguenti a seconda di quanto emerge dall’inchiesta epidemiologica, direttamente all’interessato e ai familiari e, se necessario, alla scuola.

La presenza di un caso confermato necessiterà comunque l’attivazione da parte della scuola di un monitoraggio attento da avviare in stretto raccordo con il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS Brescia al fine di identificare precocemente la comparsa di possibili altri casi che possano prefigurare l'insorgenza di un focolaio epidemico. In tale situazione, l’autorità sanitaria competente potrà valutare tutte le ulteriori misure ritenute idonee.

 

16. Che cosa accade ai compagni di classe e agli insegnanti di un alunno che risulta positivo al COVID-19?

Quando un alunno risulta positivo al test per Covid-19, il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di ATS notifica il caso e avvia la ricerca dei contatti stretti. Il Referente scolastico Covid deve fornire al suddetto Dipartimento l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che vi sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di ATS con le consuete attività di contact tracing saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato.

Le vigenti indicazioni ministeriali non prevedono più obbligatoriamente l’effettuazione del tampone di controllo alla fine dell’isolamento che, pertanto, si conclude con il quattordicesimo giorno, senza la necessità di ulteriori accertamenti, a meno di eventuale esordio di sintomi durante il periodo di isolamento per cui si rende opportuna l'esecuzione del tampone in concomitanza della manifestazione sintomatica, previo contatto con il proprio MMG/PLS.

È prevista anche la possibilità di ridurre il periodo di isolamento, effettuando, non prima della decima giornata, un tampone nasofaringeo recandosi presso i punti tampone a libero accesso presso le ASST, nelle sedi ed orari reperibili sul sito web di ATS al seguente LINK.

Se l’esito del tampone è negativo, l’isolamento può avere termine; se l’esito del tampone è positivo, il contatto stretto sarà identificato come caso e verrà disposta la misura dell’isolamento obbligatorio per lui e dell’isolamento fiduciario per i contatti familiari.

Vi suggeriamo di contattare il vostro MMG/PLS per valutare il percorso più idoneo alla propria situazione.

 

17. Come può un genitore giustificare l’assenza dal lavoro in caso di quarantena obbligatoria del figlio?

Il genitore di un minore di 14 anni convivente, sottoposto a quarantena obbligatoria per contatti avvenuti all’interno del plesso scolastico (es. perché compagno di classe di un caso positivo Covid), può usufruire dei benefici previsti dal D.L. n. 111 dell' 8 settembre 2020 quali l’utilizzo del lavoro agile e congedo straordinario. Si rimanda all’art. 5 del Decreto Legge per le specifiche disposizioni.

 

18. Quando un alunno/operatore scolastico risultato positivo al COVID-19 potrà rientrare a scuola?

Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione clinica (cioè la totale assenza di sintomi). La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di 1 singolo tampone nasofaringeo, dopo almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (di cui almeno 3 giorni senza sintomi). Se il tampone risulterà negativo, la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento.

 

19. Se un alunno o un insegnante è posto in isolamento perchè convivente di un caso COVID-19, i compagni di classe e gli insegnanti necessitano a loro volta di un periodo di isolamento?

I compagni di classe e gli insegnanti di un alunno o di un insegnante posto in quarantena, poiché convivente di un caso Covid-19, NON necessitano a loro volta di isolamento, a meno di specifiche valutazioni del Dipartimento di Igiene Prevenzione Sanitaria.

 

20. Quale distanziamento è previsto nelle scuole?

Istruzione primaria e secondaria

Il distanziamento previsto è da intendersi:

  • nella “zona banchi” di minimo un 1 metro tra le rime buccali degli studenti calcolato dalla posizione seduta al banco dello studente, avendo pertanto riferimento alla situazione di staticità;
  • nella “zona cattedra” è imprescindibile la distanza di 2 metri lineari tra il docente e l’alunno nella “zona interattiva” della cattedra, identificata tra la cattedra medesima ed il banco più prossimo ad essa.

L’utilizzo della mascherina è necessario in situazioni di movimento e in generale in tutte quelle situazioni (statiche o dinamiche) nelle quali non sia possibile garantire il distanziamento prescritto.

Servizi educativi/Scuola dell’infanzia

Nella scuola dell’infanzia l’attività è organizzata per garantire una serena vita di relazione nel gruppo dei pari (omogenei o eterogenei per età) a seconda dell’assetto organizzativo definito da ogni servizio educativo. La necessità è quindi, laddove possibile, quella di garantire la stabilità dei gruppi/sezioni evitando l’utilizzo promiscuo degli stessi spazi da parte dei bambini dei diversi insiemi, organizzando gli ambienti in aree strutturate e garantendo il principio di non intersezione tra gruppi diversi.

Per i bambini al di sotto di sei anni non è previsto l’obbligo di indossare la mascherina, tutto il personale è tenuto al corretto utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) così come per gli accompagnatori per tutto il tempo che rimarranno all’interno della struttura.

Si ricorda che in considerazione della necessità di ridurre i rischi di contagio è opportuno evitare di portare negli spazi delle attività oggetti o giochi da casa.

 

21. È previsto uno spazio di occupazione specifico per ciascun studente?

Non è previsto un valore in metri quadri dello spazio di occupazione dello studente in quanto tale parametro adottato singolarmente, potrebbe non garantire il distanziamento minimo lineare essenziale (vedi FAQ 2).

 

22. Indicazioni per gli studenti con disabilità

La gestione degli alunni con disabilità certificata dovrà essere pianificata anche in riferimento alla numerosità, alla tipologia di disabilità, alle risorse professionali specificatamente dedicate, garantendo in via prioritaria la didattica in presenza.

Non sono soggetti all'obbligo di utilizzo della mascherina gli studenti con forme di disabilità non compatibili con il suo uso continuativo.

 

23. Servono spazi liberi nel caso sia necessario isolare temporaneamente persone (bambini, alunni, operatori) con febbre e sintomi respiratori?

Istruzione primaria e secondaria

I Documenti tecnici del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) dicono che va identificata una idonea procedura per l’accoglienza e isolamento di eventuali soggetti (studenti o altro personale scolastico) che dovessero manifestare una sintomatologia respiratoria e febbre. In tale evenienza il soggetto dovrà essere dotato immediatamente di mascherina chirurgica qualora dotato di mascherina di comunità e dovrà essere avviato all’immediato ritorno al proprio domicilio.

Il locale individuato per l’isolamento delle persone sintomatiche e con febbre superiore a 37,5 °C può essere utilizzato per ospitare anche più di una persona contemporaneamente, distanziate in modo adeguato e sempre con la mascherina; dopo l’impiego, il locale va pulito e disinfettato approfonditamente, secondo le indicazioni fornite dall’Allegato 1 “Attività di sanificazione in ambiente chiuso” del Documento del 26 giugno 2020 del Ministero dell’Istruzione, pubblicato sul sito web di ATS.

Servizi educativi/Scuola dell’infanzia

Anche nella scuola dell’infanzia è opportuno predisporre spazi dedicati ad ospitare bambini e/o operatori con sintomatologia sospetta.

 

24. Come vengono puliti gli ambienti scolastici?

Le operazioni di pulizia dovranno essere effettuate quotidianamente secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità previste nella Circolare del Ministero della Salute “Indicazioni per l’attuazione di misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 attraverso procedure di sanificazione di strutture non sanitarie (superfici, ambienti interni) e abbigliamento”, disponibile sul sito web di ATS.

Tutte le superfici vanno pulite allo stesso modo?

Nella sanificazione si dovrà porre particolare attenzione alle superfici più toccate quali maniglie e barre delle porte, delle finestre, sedie e braccioli, tavoli/banchi/cattedre, interruttori della luce, corrimano, rubinetti dell’acqua, pulsanti dell’ascensore, distributori automatici di cibi e bevande, ecc.

Qualora vengano usati prodotti disinfettanti e qualora la struttura educativa ospiti bambini al di sotto dei 6 anni, si raccomanda di fare seguire alla disinfezione anche la fase di risciacquo soprattutto per gli oggetti, come i giocattoli, che potrebbero essere portati in bocca dai bambini.

 

25. Sono previste indicazioni per quanto riguarda la refezione scolastica?

  • per il consumo del pasto in refettorio valgono le stesse misure di distanziamento fisico di almeno 1 metro già indicate per gli altri locali destinati alla didattica;
  • per il consumo del pasto in classe dovrà essere mantenuta la normale disposizione e distanziamento già previsti per le ore di didattica. Riguardo le misure igienico-sanitarie si rimanda alle misure già in essere per la refezione scolastica;
  • l’accesso ai locali mensa deve essere regolato prevedendo il mantenimento della distanza di sicurezza di 1 metro tra le persone all’interno di essi e l’areazione frequente dei locali;
  • valutare, laddove la struttura del locale di somministrazione lo consenta, l’istituzione di percorsi obbligati unidirezionali per garantire un flusso ordinato dei bambini e ragazzi individuando, laddove possibile, i percorsi di entrata e di uscita differenziati;
  • garantire un idoneo microclima: evitare correnti d’aria o freddo/caldo eccessivo durante il ricambio naturale dell’aria, eliminare totalmente la funzione di ricircolo dell’aria condizionata per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni (batteri, virus, ecc.) nei locali di somministrazione alimenti;
  • vietare buffet a self- service con alimenti esposti; nei banchi di distribuzione si raccomandano mono porzioni preconfezionate oppure la somministrazione diretta da parte degli addetti;
  • utilizzare preferibilmente condimenti, pane, frutta, acqua in confezioni monodose o attraverso la distribuzione diretta ai singoli bambini da parte degli addetti alla somministrazione;
  • evitare, al momento del consumo del pasto, la condivisione dell’utilizzo di posate e bicchieri da parte di più bambini/ragazzi.

 

26. È possibile utilizzare le aule didattiche per il consumo dei pasti?

Sì, è necessaria un’adeguata pulizia delle superfici prima di utilizzarle per il pranzo. La pulizia va effettuata anche al termine del pranzo prima della ripresa dell’attività nella stessa aula e sugli stessi banchi.

È opportuno vengano adottate le seguenti modalità:

- fornitura del pasto su vassoi o direttamente sulla singola postazione/banco con utilizzo di tovagliette lavabili o monouso, a seguito dello sporzionamento da parte degli addetti in aree appositamente attrezzate, se già esistenti, oppure presso l’aula didattica con l’utilizzo di carrelli termici nel rispetto delle temperature e delle specifiche norme igienico-sanitarie. Nel caso non fosse possibile, come ultima alternativa, fornitura del pasto in “lunch box” cioè in vaschette monoporzione separate lavabili e riutilizzabili oppure monoporzioni individuali di primo, secondo e contorno termosigillati.

 

27. Se si usano le aule didattiche per il consumo dei pasti, quali documenti vanno predisposti?

Agli atti del Gestore della ristorazione deve essere tenuto l’aggiornamento del documento HACCP.

 

28. Se vengono utilizzati per il pranzo altri locali, diversi dalla mensa e dall’aula didattica, deve essere presentata una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)?

Non è dovuta alcuna comunicazione/SCIA ai SUAP e/o alle ATS per il mero approntamento di nuovi spazi o l’utilizzo di aule didattiche per la somministrazione dei pasti, né l’invio di planimetrie o relazione tecniche. Dovranno comunque essere soddisfatti tutti i criteri e requisiti previsti dai documenti nazionali e regionali reperibili ai seguenti link:

http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus 

https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/servizi-einformazioni/cittadini/salute-e-prevenzione/coronavirus 

In particolare, al fine di garantire la sicurezza degli alimenti, gli operatori delle mense scolastiche devono assicurare la piena e costante adesione alle buone pratiche igieniche e alle procedure di pulizia e disinfezione. 

 

29. È possibile l’utilizzo dei locali seminterrati come aule scolastiche?

Il Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975, tuttora vigente, relativo all’edilizia scolastica, al punto 3.0.6 recita espressamente" sarà consentito ubicare in piani seminterrati solamente locali di deposito e per la centrale termica o elettrica; non saranno considerati locali semiinterrati quelli la cui metà del perimetro di base sia completamente fuori terra...".

Dalla lettura del D.M. non è contemplata la possibilità di chiedere una deroga, che peraltro non è neppure prevista nel recente Piano Scuola 2020-2021 del MIUR adottato il 26.06.2020.

A questo si aggiunga l'importante e sensibile tematica “esposizione al gas radon” presente nei locali vicini al suolo (D.Lgs. 230/1995 integrato dal D.Lgs. 241/2000) nel contesto scolastico in cui è quasi esclusiva la presenza di minori.

 

30. Come devono essere gestiti i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (già alternanza scuola lavoro)?

Tutte le aziende hanno l’obbligo di attuare quanto previsto nel “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 24 aprile 2020. È evidente che i raccordi tra la scuola con le figure della prevenzione degli Enti ospitanti gli studenti e la garanzia dell’adeguata informazione agli stessi dovrà essere curata, anche nell’ottica del contesto emergenziale e dell’effettivo periodo di effettuazione.

Valgono comunque le regole dell’ente ospitante.

 

31. Come deve essere gestita la condizione di “fragilità” dei lavoratori?

La tutela dei “lavoratori fragili” si estrinseca attraverso la sorveglianza sanitaria eccezionale di cui all’art. 83 del Decreto Legge del 19 maggio 2020 n. 34 (attualmente in corsi di conversione in Legge), assicurata dal datore di lavoro ed effettuata dal “Medico competente” ove presente; in assenza del Medico competente, il datore di lavoro potrà nominarne uno ad hoc per il solo periodo emergenziale o rivolgersi ai servizi territoriali dell’INAIL che vi provvedono con propri medici del lavoro.

 

32. Sono previste indicazioni inerenti i laboratori tecnico-pratici negli istituti superiori?

Per la gestione dei laboratori tecnico-pratici degli Istituti Superiori, si rimanda al Documento di Valutazione dei Rischi nonché all’ulteriore documentazione in materia di sicurezza sul lavoro, che ciascuna Istituzione scolastica dovrà integrare in collaborazione con il RSPP, ferme restando le indicazioni già fornite in altri contesti circa la pulizia e la disinfezione delle superfici da contatto quanto le postazioni vengono utilizzate da utenti diversi. Dovranno altresì essere assicurati adeguati ricambi dell’aria.

 

33. Che indicazioni devono essere seguite per quanto concerne le attività nei laboratori?

Attività didattiche di carattere laboratoriale saranno svolte previa opportuna e approfondita igienizzazione nell’alternarsi tra un gruppo classe e l’altro. Per la numerosità dei gruppi classe vale quanto previsto per le aule.