Comunità Residenziali per anziani

La ricerca di nuovi modelli di residenze per anziani, a bassa protezione, è un tema di grande attualità e centrale per coloro che si occupano di invecchiamento della popolazione e di assistenza e sostegno sociale.

Per l’ATS di Brescia tale tematica è divenuta da alcuni anni uno degli obiettivi prioritari nella pianificazione degli interventi. In tale contesto nasce nel 2010 il Progetto Comunità Residenziale per Anziani, orientato a sperimentare forme nuove e più flessibili di residenzialità, intermedie fra la casa e la RSA.

Un luogo di vita in comunità con altri anziani contestualmente rassicurante, protettivo, garante di assistenza, ma anche stimolo di mantenimento di spazi di autonomia, libertà decisionale, con giornata tipo “sdoganata” da rigidi vincoli di regole ed orari.

Si arricchisce così la rete di strutture residenziali per anziani, di fatto costituita per anni dalle sole RSA, differenziandone per tipologia di ospite, livelli di protezione, di intensità assistenziale, di organizzazione della giornata, di personale, di criteri di ingresso e dimissione. Con le Comunità Residenziali si è creata una nuova rete integrata con quella delle RSA e non sostitutiva, costituita da una tipologia di unità di offerta che precede l’ingresso in struttura con livelli maggiori di protezione (RSA) o ne può divenire un’alternativa nel caso le condizioni di salute ed autonomia della persona rientrino nella “tipologia di ospite” prevista per le comunità residenziali.

La Comunità Residenziale è una struttura destinata ad anziani con livelli diversi di autonomia, ma con quadro clinico stabilizzato e bisogni diversificati, assistenziali, abitativi, relazionali e psicologici. Le motivazioni di ingresso possono essere l’assente o insufficiente supporto familiare o una scelta libera dell’anziano di vivere in comunità, quale soluzione alle conseguenze emotive della solitudine.

La Comunità Residenziale, di natura assistenziale, rientra nella sperimentazione prevista dalla Legge Regionale 3/2008. In essa viene garantita la presenza 24 ore su 24 per 7 giorni la settimana di ASA/OSS, figure addette all’assistenza; inoltre debbono essere presenti un coordinatore (educatore o assistente sociale o psicologo) per alcune ore settimanali. Può essere prevista la presenza di un infermiere in riferimento al bisogno. Il MMG rimane il responsabile della cura del proprio assistito, con possibilità di visite in base alla necessità o periodiche pianificate presso la Comunità. Il Progetto ATS prevede la sottoscrizione di un accordo di programma fra vari attori, fra cui l’ATS ed a livello di ambito territoriale, il Comune di ubicazione, l’Assemblea dei Sindaci e l’Ente Gestore.

I principali punti di forza della Comunità Residenziale sono:

  • la valutazione multidimensionale pre-ingresso, a 6 mesi dall’inserimento e qualora si evidenzi un aggravamento delle condizioni di salute dell’ospite, in collaborazione con operatori sociali dei Comuni e del MMG;
  • la definizione del livello di fragilità clinica della persona (grado di compromissione fra lieve e moderato);
  • la predisposizione di un progetto di intervento personalizzato;
  • il monitoraggio della situazione e l’eventuale attivazione di altri servizi/prestazioni che permettano di continuare a vivere in comunità (es. gli accessi del MMG in ADP o l’ADI);
  • la dimissione pianificata, qualora si presenti un aggravamento della situazione che la renda incompatibile con la vita in comunità e richieda la collocazione in un servizio più idoneo.

La dimensione ideale della Comunità Residenziale è di circa 20 posti letto, per raggiungere un buon equilibrio fra costi gestionali e qualità di vita dell’ospite; la retta a suo carico è inferiore a quella minima in RSA nel territorio di ubicazione.

I destinatari sono prioritariamente persone anziane, con un grado di compromissione nell’autonomia da lieve a moderata, in particolare per mobilità e comorbidità, con assenza di significativi segni di decadimento cognitivo e di disturbi comportamentali.

Recentemente con DGR n. 7776/2018, Regione Lombardia ha istituito una nuova unità d’offerta del sistema sociale denominata “C.A.S.A.” (Comunità Alloggio Sociale Anziani), definendone requisiti strutturali ed organizzativi per la messa in esercizio dell’attività.

Le Comunità Residenziali per Anziani, avviate nel territorio dell’ATS di Brescia in base agli Accordi di Programma sottoscritti con Gestori e Comuni/Ambiti, proseguono la loro attività in essere mantenendo la forma sperimentale in attesa di una valutazione più approfondita del programmatore regionale in relazione alla loro stabilizzazione nel sistema d’offerta regionale sociale o sociosanitario.

Recapiti delle CRA del territorio di ATS Brescia

Criteri e strumenti di monitoraggio dell’attività.

Al fine di monitorare con strumenti validati e modalità oggettive la funzionalità complessiva delle nuove strutture, sono stati individuati indicatori specifici in grado di rilevare la situazione dell'ospite sia all'ingresso in struttura, sia nel corso della sua permanenza che alla sua dimissione. E' stato predisposto un apposito applicativo a disposizione delle Comunità Residenziali che consente la raccolta in modo omogeneo dei dati relativi a tutti gli ospiti.

    Il Progetto “Comunità Residenziali per Anziani” e lo schema tipo dell’Accordo di Programma sono stati aggiornati nel febbraio del 2018 (decreto 101/2018)

    Mappa della rete CRA attive

    Ultima modifica: 01/03/2019