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Screening per la prevenzione del tumore del collo dell'utero

ginecologa parla con paziente in ambulatorio

Il tumore del collo dell’utero continua a rappresentare un importante problema sanitario: a livello mondiale è il secondo tumore maligno della donna dopo il tumore della mammella. L’80% dei casi si manifesta nei cosiddetti paesi in via di sviluppo dove non si esegue il pap test. Nella nazioni che hanno avviato i programmi di screening organizzati con il pap test è diventato un tumore poco frequente. Oggi in Italia l’incidenza è di circa 7 nuovi casi di tumore invasivo ogni 100.000 donne all’anno (solo trenta anni fa era stimata oltre 20 casi su 100.000 donne ogni anno).

L’esame di screening
Il pap test è il test di screening efficace nella prevenzione e nella individuazione dei tumori del collo dell’utero. Riesce a riconoscere la malattia anche quando non ci sono i sintomi e può individuare le lesioni che non sono ancora un tumore ma potrebbero diventarlo.

Il papilloma virus (HPV)
Il tumore del collo dell’utero è causato dall’infezione genitale da virus del papilloma umano (HPV, dall’inglese human papilloma virus). L’infezione da HPV si trasmette attraverso rapporti sessuali vaginali e anali con partner portatori del virus. L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione: si stima infatti che circa l’80% delle donne sessualmente attive si infetti almeno una volta nel corso della vita con un picco di prevalenza nelle giovani donne a cavallo dei 25 anni di età. La maggior parte  (70-90%) delle infezioni da papilloma virus è transitoria perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di produrre un effetto patogeno. L’infezione regredisce spontaneamente in un anno nel 50% dei casi e in due anni nell’80% circa dei casi. Se l’infezione virale persiste si possono sviluppare lesioni precancerose che possono poi progredire fino al cancro. Generalmente il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa cinque anni, mentre la latenza per l’insorgenza del cancro può essere di 10-20 anni. Lo sviluppo del tumore del collo dell’utero è l’esito raro di un’infezione molto frequente. E’ un processo lento perché occorrono molti anni perché una lesione pretumorale si trasformi in un tumore invasivo. Per questo motivo la prevenzione è basata su programmi di screening che offrono la ripetizione periodica del pap test e quindi consentono di identificare le lesioni precancerose e di intervenire prima che evolvano in tumore.

Come si può partecipare al programma di screening
La lettera di invito viene recapitata a domicilio alle donne di età compresa fra 25 e 64 anni, residenti in provincia di Brescia:  riporta sede, data e ora dell’appuntamento per il pap test. Sia  data e orario sia sede, possono essere modificati: è sufficiente chiamare il numero verde per avere altre opzioni.

Come si esegue
E’ un esame semplice che viene eseguito da un’ostetrica presso un consultorio o un ambulatorio fra quelli distribuiti nella provincia di Brescia e appartenenti ad una delle aziende ospedaliere pubbliche convenzionate con ATS per lo screening.  L’esecuzione richiede pochi minuti e in genere non provoca dolore, eventualmente può essere fastidiosa. Il collo dell’utero è una parte dell’utero che sporge nella vagina. Per evidenziarlo l’ostetrica inserisce in vagina un piccolo divaricatore (speculum) e raccoglie dalla sua superficie con una spatola e uno spazzolino il materiale che contiene le cellule che verranno analizzate nei Laboratori di citologia convenzionati con lo screening. Per una buona riuscita tecnica del test occorre non inserire in vagina ovuli, creme o lavande vaginali nei due giorni precedenti il pap test e evitare rapporti sessuali non protetti (senza profilattico) nelle 24 ore precedenti. L’appuntamento va spostato se coincide con il flusso mestruale. È consigliabile eseguire il pap test a distanza di 4-5 giorni dal ciclo mestruale. Il pap test può essere effettuato anche in gravidanza.

I risultati
Se l’esame è negativo si riceve una lettera, che riporta l’esito normale, al proprio domicilio circa 30 giorni dopo aver eseguito il pap test e si viene reinvitate dopo tre anni. Può succedere che si venga richiamate per la ripetizione del pap test perché c’è un’infiammazione che richiede una terapia prima della ripetizione oppure perché il numero delle cellule raccolte è insufficiente per una corretta interpretazione. Se l’esame è positivo, cioè il pap test evidenzia delle cellule anormali, si riceve una telefonata  di un’ostetrica della sede in cui è stato eseguito il pap test con la proposta di un colloquio in cui viene spiegato l’esito e viene proposto l’appuntamento per un esame di approfondimento. Tra le donne italiane che aderiscono allo screening, il tasso di individuazione di lesioni medio-gravi è pari a circa 3 per 1.000 donne sottoposte a screening.

Se il test è positivo 
Il programma di screening prevede che dopo un test positivo venga eseguito un approfondimento con un esame chiamato colposcopia. La colposcopia permette la visione ingrandita della superficie del collo dell’utero. Nel corso dell’esame possono essere eseguite delle biopsie. La colposcopia gratuita viene prenotata dagli operatori dell’ATS presso uno dei servizi ginecologici convenzionati. Il percorso di approfondimento della diagnosi può concludersi con un risultato rassicurante per la donna. In alcuni casi si rendono necessari per un certo periodo controlli ravvicinati, sempre gratuiti, prima di rientrare nel routinario percorso di screening con l’invito ogni 3 anni. Se invece i risultati degli esami eseguiti confermano il sospetto iniziale della presenza di una lesione pretumorale o raramente tumorale, il medico del Servizio di colposcopia deciderà assieme alla donna interessata il percorso successivo

Invio ad ulteriori informazioni sulla colposcopia

Quando non è indicato eseguire il test di screening:

  • Il pap test non è indicato nelle donne a cui è stato tolto l’utero oppure è già stato eseguito un intervento per un tumore del collo e sono in corso periodici controlli oncologici.
  • Il pap test di screening non è indicato se è stato recentemente eseguito al di fuori del programma organizzato.
  • In questi casi è opportuno chiamare il numero verde dello screening. 

Si ricorda che...
Come ogni altro esame,  anche il pap test  non è un esame perfetto e ha dei limiti. Può accadere che il risultato del pap test faccia sospettare  una anormalità pretumorale la cui presenza viene esclusa da ulteriori accertamenti. Viceversa, nonostante il pap test non abbia rilevato elementi patologici, un tumore può comunque svilupparsi. Questi casi sono molto rari e sono generalmente dovuti a tumori non rilevabili da questo esame.

Opuscolo per la prevenzione del tumore del collo dell'utero

Per questi motivi è molto importante ripetere il test di screening ogni tre anni,
così come prevede il programma.

Il pap test permette di controllare solo le cellule del collo dell’utero, 
non sostituisce la visita ginecologica.

Indipendentemente dall’esecuzione del test, in caso di disturbi è opportuno rivolgersi subito
al proprio medico di famiglia oppure ad un consultorio o a un ambulatorio ginecologico ospedaliero.

 

PER INFORMAZIONI E ADESIONI

l'immagine riporta il numero verde del centro screening 800077040

dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 14.00 
centro.screening@ats-brescia.it

Ultima modifica: 10/07/2019