Servizi, informazioni e consigli utili sui funghi

Generalità sul consumo dei funghi

E' buona norma, per prevenire fenomeni di intossicazione, seguire alcuni consigli che vengono qui di seguito riportati:

I funghi, una volta raccolti, devono essere trasportati in contenitori rigidi e areati (es. cestini). Questo favorisce la riproduzione del fungo con la dispersione delle spore ma altresì, limita notevolmente il fenomeno di ossidazione o putrefazione (con produzione di tossine) che si innesca subito fin dal momento della raccolta. 

Raccolta funghi

Non si devono raccogliere funghi

  • che si presentano in evidente stato di alterazione, larvati, ammuffiti, fermentati, congelati, fradici o eccessivamente maturi
  • in aree esposte a possibili fonti di inquinamento chimico o microbiologico (discariche di rifiuti, sponde di corsi di acqua lurida, parchi viali e giardinetti cittadini, vicinanze di aeroporti, autostrade, strade ad intenso traffico veicolare, stabilimenti industriali, forni inceneritori, frutteti e/o colture sospette di trattamento con antiparassitari…).

Riconoscimento funghi

L’accesso per il controllo dei funghi raccolti è gratuito e liberamente consentito ai raccoglitori (vedasi spazio relativo alla organizzazione del servizio), sia per la determinazione della commestibilità che per la eventuale consulenza tecnica.

Requisiti per il controllo

  • L’accesso è libero ma sono esclusi fini commerciali
  • I funghi presentati in contenitori con caratteristiche non idonee, potrebbero essere considerati come non idonei al consumo
  • I funghi devono essere sottoposti a visita nel più breve tempo possibile dalla raccolta
  • Tutta la raccolta deve essere sottoposta a visita (il campione non serve, nella parte non sottoposta a controllo possono esservi funghi o frammenti di funghi appartenenti a specie velenosa o mortale
  • I funghi presentati al controllo devono essere:
    • Sani e freschi (non congelati o scongelati, non essiccati, o comunque conservati, non eccessivamente maturi, alterati o infestati da parassiti);
    • interi (non recisi o tagliati, non spezzettati, non lavati, non raschiati o comunque privi di parti essenziali per il riconoscimento);
    • puliti da terriccio, foglie ed altri corpi estranei;
  • I funghi giudicati non idonei al consumo, saranno immediatamente confiscati per la distruzione ai sensi della L. 283/62.
  • Non potranno essere restituiti all’utente, per nessuna ragione, esemplari di specie velenose o non giudicate mangerecce.
  • L’utente che non rispetti le disposizioni suddette, fatta salva l’adozione di eventuali provvedimenti a tutela della salute, non potrà beneficiare del servizio micologico.

ATTENZIONE

NON esistono metodi, reagenti, ricette, ortaggi, metalli, animali, segni od altri sistemi della tradizione popolare in grado di indicare se un fungo è buono da mangiare o è velenoso.

L’unico metodo per stabilire se un fungo si può consumare è quello di saperlo identificare, sulla base delle sue caratteristiche, come appartenente a specie di comprovata commestibilità.

Generalità sul consumo dei funghi

  • I funghi considerati idonei al consumo devono essere conservati in contenitori rigidi ed aerati e conservati in luogo fresco fino al consumo.
  • Il consumo e le operazioni di conservazione devono avvenire nel più breve tempo possibile con l’osservanza delle avvertenze indicate sul riscontro di visita.
  • Non consumare funghi in caso di:
    • dubbi sulla commestibilità;
    • pasti ravvicinati e in quantità abbondanti;
    • crudi (solo pochissime specie e in MODESTE quantità) o non adeguatamente cotti (la maggior parte dei funghi mangerecci provocano disturbi o avvelenamenti se consumati crudi o poco cotti). Come regola generale, si ritiene adeguata la cottura se effettuata per non meno di 30 minuti;
    • donne in gravidanza o in allattamento e bambini;
    • persone con intolleranze a particolari alimenti, funghi, farmaci o che soffrono abitualmente di disturbi al fegato, stomaco, intestino, pancreas, reni, senza il consenso del medico.

Non si devono consumare funghi di dubbia provenienza, con segni di alterazione o non sufficientemente cotti.

AVVERTENZE PER IL CONSUMO DEL CHIODINO (Armillaria sp.): Prima della cottura sbollentare i funghi in acqua per almeno 15 minuti. L’acqua non può essere riutilizzata.

Come comportarsi in caso di intossicazione 

Nel caso in cui si verificassero disturbi dopo il consumo dei funghi:

  • recarsi immediatamente al Pronto Soccorso al primo sospetto o ai primi sintomi di malessere recapitandovi eventuali funghi residui, avanzi della loro pulizia, avanzi del pasto e dei funghi consumati;
  • fornire indicazioni sul luogo di raccolta e/o consumo, sul raccoglitore o luogo di acquisto, su eventuali altri destinatari dei funghi, sulle modalità di conservazione, preparazione e consumo ed ogni altro elemento utile per consentire l’identificazione delle specie fungine consumate.

La tempestività della diagnosi micologica è indispensabile per orientare la terapia medica e, in alcuni casi, può salvare la vita dell’intossicato.

Maggiori informazioni sono disponibili nella sezione materiale informativo cliccando qui