Vaccinazioni

Le vaccinazioni sono universalmente riconosciute come uno degli interventi sanitari di maggiore efficacia per la prevenzione delle malattie infettive. Promuovere la diffusione delle vaccinazioni nella popolazione in maniera consapevole e responsabile, anche attraverso una migliore informazione, rappresenta un preciso dovere per gli operatori della prevenzione. Le vaccinazioni rappresentano una delle più grandi conquiste della medicina. Nessun altro progresso o scoperta in campo medico, neppure la scoperta degli antibiotici, ha migliorato la qualità della vita dell'uomo quanto le vaccinazioni.Grazie ad esse una malattia tremenda come il vaiolo è scomparsa dalla faccia della terra, e altre malattie molto gravi come la poliomielite sono state del tutto eliminate in alcune parti del mondo. Anche per il tetano e la difterite, molto spesso mortali, si registrano sempre meno casi grazie all'impiego esteso delle vaccinazioni.In realtà malattie terribili come la poliomielite, la difterite e il tetano, sono sempre in agguato. Se cominciasse a diminuire il numero delle persone vaccinate, fatalmente torneremmo a sentir parlare di bambini paralizzati dalla poliomielite o morti per difterite o tetano. In Olanda nel 1992, ad esempio, si verificò un’epidemia di poliomielite in cui si registrarono 72 casi tra adulti e bambini di una comunità religiosa che rifiutava le vaccinazioni. Questa epidemia ha dimostrato che, nonostante l’elevato livello igienico-sanitario, se la copertura vaccinale scende al di sotto di un certo livello, permette la reintroduzione dei microrganismi nella popolazione. Solo la prevenzione può difenderci da queste malattie, e l'unica prevenzione efficace è la vaccinazione: né le difese naturali dell'organismo né uno stile di vita sano possono offrire in questo caso alcuna protezione. Anche le cure possono fare poco o niente: gli antibiotici, ad esempio, efficacissimi in altre situazioni, nulla possono contro una malattia da virus, come la poliomielite e l’epatite B, o contro malattie dovute a tossine, come la difterite e il tetano. I vaccini oggi disponibili sono sempre più efficaci e sicuri, grazie anche alla complessa serie di controlli a cui vengono costantemente sottoposti. I vantaggi derivanti dalla vaccinazione sono enormi rispetto agli effetti collaterali, che sono in genere molto modesti. Le complicazioni gravi, poi, seppure possibili sono di una rarità estrema.Con il decreto-legge n.73 del 7/6/17, convertito il Legge il 31/7/17, l’Italia ha stabilito nuovi obblighi vaccinali. Sono 10 le vaccinazioni obbligatorie e 4 le raccomandate (v. Vaccinazioni obbligatorie)

Cosa sono i vaccini?

I vaccini sono un mezzo molto efficace per difendersi dalle malattie infettive. Qualunque sia la composizione dei vaccini, il meccanismo con cui agiscono è sempre lo stesso: stimolano la produzione di sostanze chiamate anticorpi che proteggono in maniera specifica dagli organismi microscopici (virus e batteri), o dai loro prodotti (tossine), che causano le malattie di origine infettiva. Si riproduce, quindi, ciò che naturalmente avviene quando si viene a contatto con il microrganismo responsabile della malattia. Tutti sanno, ad esempio, che un soggetto che abbia già avuto il morbillo, non ripete più questa malattia e ciò avviene perché l'organismo di questa persona ha prodotto delle sostanze di difesa (gli anticorpi, appunto) che non consentono più al virus del morbillo di provocare la malattia: il soggetto è, pertanto, immunizzato contro il morbillo.
Oltre al principio attivo (antigene), un vaccino contiene piccole quantità di additivi (adiuvanti e conservanti) necessari per aumentare l’immunogenicità del vaccino, per prevenire la crescita batterica o per mantenere stabile il principio attivo. 
Tra questi, i sali di alluminio (adiuvanti) giocano un ruolo fondamentale nell’efficacia di molti vaccini e le loro quantità sono trascurabili  se confrontate all’assunzione giornaliera di alluminio attraverso gli alimenti, compreso il latte materno. Per quanto riguarda i composti del mercurio, utilizzati in passato come conservanti,  da diversi anni sono stati eliminati da tutti i vaccini pediatrici, sebbene sia stata smentita la loro pericolosità. Alcuni vaccini richiedono l’uso di sostanze inattivanti, quali la formaldeide e gli antibiotici, necessari ad eliminare eventuali contaminazioni da parte di altri microrganismi, ma che a prodotto finito sono presenti solo in tracce. Gli effetti tossici di queste sostanze sono stati ampiamente studiati e la quantità presente nei vaccini oggi usati è priva di tossicità. In casi eccezionali si possono sviluppare reazioni di ipersensibilità verso questi componenti; del resto evenienza possibile per qualsiasi sostanza che viene introdotta nel nostro organismo.

Perchè vaccinare?

Per la prevenzione di alcune malattie infettive (ad esempio, il tifo) la vaccinazione è uno strumento utile, ma non sufficiente; per alcune malattie, infatti, la protezione data dalla vaccinazione è di breve durata, allora è necessario attivare anche interventi che portino al miglioramento delle condizioni igieniche di vita e dell'ambiente al fine di ridurre al minimo il rischio di infettarsi. Viceversa, per altre malattie, per alcune delle quali addirittura non esiste una cura efficace, l’uso di un vaccino specifico rappresenta l'intervento più importante per la salute ed è in alcuni casi l'unico intervento in grado di sconfiggerle (ad esempio, la poliomielite, la difterite, il morbillo, ecc.).
Uno dei maggiori vantaggi delle vaccinazioni, quando sono estese a tutte le persone che possono infettarsi, è la reale possibilità di scomparsa delle malattie contro cui sono dirette. Infatti, la presenza di un gran numero di soggetti vaccinati rende difficile la diffusione dei microrganismi creando una barriera efficace anche nei confronti di quelle poche persone che, per particolari motivi di salute, non sono in grado di difendersi. In questo modo una malattia gravissima come il vaiolo è scomparsa dalla Terra. 
Ogni Stato decide il comportamento da adottare nei confronti delle vaccinazioni. Tale comportamento (denominato strategia vaccinale) dipende dalla gravità della malattia, dalla sua importanza sociale e dalla sua diffusione nel resto del mondo, verificando, in ogni caso, i benefici sanitari ed economici che la vaccinazione comporta per il singolo e per tutta la comunità. Per ottenere la scomparsa di alcune malattie prevenibili con le vaccinazioni, può essere utile renderle obbligatorie; non bisogna dunque considerare l'obbligatorietà come un sopruso o una prevaricazione dei diritti e delle scelte individuali, ma come un aiuto guidato dall'esperienza per poter mantenere quel bene prezioso che è la salute per sé, ma anche per l'intera comunità.

 

 

Ultima modifica: 19/09/2017